Ti cerco…

“Sono nata così. Sei codificata dentro di me. Da quando sono stata concepita, finché sarò in vita e anche dopo, io ti amerò per sempre!”

Ricordi? Scorso anno ti ho scritto queste parole. Con disinvolta leggerezza ho scritto su un foglio di carta, che ho messo nel mezzo dei fiori. I tuoi occhi luccicanti valevano più di ogni altra cosa. Mi aspettavi. Sapevi che sarei venuta. Sapevi che avrei portato dei garofani bianchi e che avremmo avuto una giornata perfetta. Solo tu ed io. Ricordi quando eravamo solo noi? Ricordi quando eri tu tutto il mio mondo? Ricordi come sono cresciuta in fretta? Ricordi che volevo avere tutto il mondo? E tu non mi hai spezzato le ali. Mi hai lasciato andare, volare verso i miei sogni. Mi hai regalato la libertà. La mia vita. Doveva essere la cosa più difficile da fare. Non ti rimaneva altro che aspettare il mio ritorno. Ogni ritorno. E tu sempre attendevi il mio arrivo. Andrei anche adesso, lo sai vero? Ma non saprei dove. Le tue ceneri riposano in fondo di una scatola.

E tu? Tu dove sei? Dove sei oggi, quando tutti dicono, che è la tua giornata? Loro non sanno che tutti i giorni sono diventati tuoi. E non soltanto perché sei andata via. Non perché sono rimasta da sola, con tutto questo amore qui dentro di me, che fa male, perché non posso dartelo. Non per questo. Tutti i giorni sono diventati tuoi, perché io avevo solo te. Tu eri la mia unica radice. Tu, che non mi hai mai abbandonata. Se dovevi sceglievi me al posto tuo. E dovevi. Lo so che lo hai fatto tante di quelle volte. Per la mia vita davi la tua se il destino te lo chiedeva. So che non volevi mai lasciarmi sola, ma alla fine sei dovuta andare. Ti tormentava troppo dolore. Vedi? Senza di te, tutto è così difficile, eppure tu pensavi che sarebbe stato meglio. Ti è venuto in mente vero? Lo so che non è colpa tua, ma io l’ho visto nei tuoi occhi. E ho visto anche la sofferenza che ti teneva ancora in questa vita. Capisco, sai? Sento, che il tuo ruolo doveva essere difficile. E adesso, mi dispiace soltanto che non puoi vedere, tutti i miei giorni sono diventati tuoi. Tutti  i minuti si ricordano di te. Tutte le cose si ricordano di  te. Il mondo si è fermato dentro di me, inginocchiandosi dinanzi a te.

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                                                                 (Io a Narbonne)

Oggi ho corso… Corso, come una pazza spensierata. Guardandomi da fuori potevi pensare che ero felice. Sembravo perché tu eri con me. Correvamo insieme come quando ero ancora bambina. Ti ricordi come ero veloce? Correvamo contro il tempo. Contro vento. Contro il mondo, e le persone. Correvamo verso il mare. Lì dove un giorno dovrò lasciare andare tutto ciò che è rimasto ancora qui di te. Mi sono fermata, quando ero abbastanza vicina da capire che tu non eri con me. C’era solo il mare. C’ero solo io. E le lacrime. Tu sei solo un ricordo dentro di me. Frammenti, momenti, profumi, illusione che saresti guarita, pia speranza che ti avrei vista invecchiare… Ricordo tutti i tuoi sorrisi. Ricordo tuo ultimo sorriso limpido. L’ultimo abbraccio fragile. Il tuo ultimo sguardo. I tuoi occhi che mi aspettavano anche per “domani”. Ma non c’è “domani”. Non c’è nessun posto dove posso andare. Guardo il mare, fisso il blu, il niente. Cerco dove sei  fra i buchi della mia anima. Ti cerco Mamma…

Vorrei tanto abbracciarti, ma sei solo una foto dentro una cornice.

I.

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